Nero di Seppia


 

Nasce Nero di Seppia, il nuovo blog dedicato a due delle mie passioni più grandi: la cucina e la scrittura. Un luogo dove ricette e parole si incontrano nel tentativo di dare luce a sapori inediti. Sperando di avervi presto come ospiti, vi invito a venirmi a trovare su www.nerodiseppiablog.wordpress.com


 

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I colori dell’ignoto

Cosa si cela dietro ciò che non si conosce ancora? Quali mondi si possono scoprire esplorando i luoghi più remoti della nostra anima? Una goccia di mare lontano, una pennellata di raggi di sole. Il fuoco di una nostalgia che brucia la ragione e alimenta la passione. Quando i colori di questo universo si aprono ai nostri occhi e cominciano a vibrare sulla trama ruvida di una tela bianca, in quel momento nasce l’arte di Caterina Ignoto Manzella, attimi estatici di una pittura che buca lo sguardo e resta impressa nel cuore.

 infocaterinamanzella@gmail.com

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Fine and Dandy

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Romance & The Countryside

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Big in Jacquard

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Le Bon Ton d’un temps

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Barock n’ Roll

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DORI’S FASHION NIGHT OUT


 

DORI’S FASHION NIGHT OUT

SEPT.10 2009

MILANO

 

 

e la vostra com’è stata?

Postatemi le vostre foto!

 

PS.: Scusate l’abbandono. Sono ancora in cerca di ispirazione per scrivere il post in onore di Michael, di cui sono una grandissima fan. A presto.

 


 

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Le oscillazioni del Pendolare.


Secondo Max Plank, fisico tedesco vissuto a cavallo tra l’800 e il 900, “è impossibile ottenere il moto perpetuo”. L’arguto premio Nobel teutonico non ha evidentemente sperimentato sulla sua pelle l’avventuroso fenomeno del pendolarismo.

 

Appesi al filo dei perenni ritardi delle FS, o delle code in tangenziale, i pendolari gravitano avanti e indietro tra i punti cardine dei loro dislocati impegni giornalieri come povere anime dell’inferno dantesco. E, non per niente, la metafora del pendolo si rivela più azzeccata che mai. Sia la parola “pendolino” che il termine “pendolare”, infatti, rimandano entrambi inequivocabilmente all’idea del “pendolo”, oggetto dondolante per definizione. Ironia della sorte?

 

 

 

Ma ciò che più accomuna e nobilita i pendolari, è la loro rassegnata tenacia. Armati di un buon libro e di tanta, santissima pazienza, combattono contro la loro costante oscillazione ritagliandosi del tempo utile per sè stessi, facendo di necessità virtù. In alternativa alla lettura, c’è chi preferisce un fedele IPod, chi ne approfitta per abbandonarsi un’oretta tra le morbide braccia di Morfeo o chi coglie l’occasione per attaccare bottone e conoscere gente nuova, meglio ancora se carina e dell’altro sesso.

 

Uno stile di vita diverso, insomma, che preso con un pizzico di filosofia e una buona dose di forza di volontà può rivelarsi anche sorprendentemente gradevole, ricordandoci il gusto della dinamicità e il piacere di non fermarsi mai. Per ricordarsi sempre che la vita è un viaggio, non una destinazione.


 

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April in Milan.


Capita, nella metropoli lombarda, che l’acidità delle pazzerelle piogge di marzo lavi il cielo dalle polveri sottili. E in lontananza spuntano le Alpi magnificamente innevate, facendo capolino dal fondo della tangenziale. Appena il tempo di chiedersi se sia finalmente arrivata la primavera, che d’improvviso gli alberi traboccano di timidi fiorellini. Ciuffetti verdeggianti sbucano fra le rotaie dei tram, strapazzati da una tiepida brezza. Si accende lo zafferano delle case di ringhiera affacciate sull’acqua del naviglio, che quasi quasi ti sembra anche più limpida.

 

Aprile a Milano. Una sensazione impagabile. Non avresti mai detto che il tuo cuore potesse cantare, e imbocchi la strada di casa. Dove scopri l’immancabile dono della primavera meneghina che ancora non avevi scartato. Insieme ai gerani e alle ortensie, sulla facciata del tuo palazzo è fiorita anche una mastodontica impalcatura. Aprile a Milano. Whom can I run to?

 

 

 

 

 

 


 

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